Codici: no alle antenne selvagge, chiarezza sui rischi del 5G

Codici: no alle antenne selvagge, chiarezza sui rischi del 5G

La tecnologia che rivoluzionerà la nostra vita.

Così viene presentato il 5G. Tutto bello, se non fosse per l’altra faccia della medaglia. Si tratta dei possibili rischi per la salute. Di questo si è parlato ieri sera a Monterotondo, Comune della provincia di Roma, dove si è tenuto un incontro promosso dai comitati cittadini per discutere la prossima installazione di antenne e ripetitori. Presenti anche le associazioni Codici e Cittadini per Fonte Nuova è Nostra, impegnate da tempo sul territorio per l’ambiente e la salute, come nel caso della bonifica dell’ex discarica dell’Inviolata a Guidonia.

“La nostra partecipazione era doverosa – spiega il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – quello del 5G è un tema tanto complesso quanto delicato ed i cittadini hanno il diritto di essere informati in maniera chiara e puntuale”.

Al momento, invece, il quadro è confuso. “Non esistono studi che dimostrino con certezza assoluta che il 5G non fa male alla salute – dichiara l’Avvocato di Codici Carmine Laurenzano – per questo ci appelliamo al principio europeo della precauzione e chiediamo che vengano effettuati degli studi approfonditi prima di installare antenne e ripetitori. A Monterotondo come a Fonte Nuova, ma potremmo citare l’esempio di altri Comuni in Italia, sono stati individuati dei terreni, privati e pubblici, dove saranno installati gli apparecchi per il 5G. Prima di prendere decisioni del genere bisogna fare delle verifiche, coinvolgendo anche i cittadini, che in questo caso sono stati lasciati in disparte. Continueremo a batterci su questa vicenda, che porteremo anche all’attenzione del Governo attraverso un’interrogazione parlamentare che sarà presentata e discussa prossimamente”.

“La riunione è stata molto produttiva – commenta Donatella Ibba, Presidente dell’associazione Cittadini per Fonte Nuova è Nostra – perché è stato posto l’accento su un aspetto fondamentale: il 5G è in una fase di sperimentazione. Il Ministero della Salute non ha svolto accertamenti, non ha rilasciato comunicazioni ufficiali e riteniamo che sia arrivato il momento di un suo intervento su questa nuova tecnologia wireless, che producendo calore deve essere per esempio assoggettata per legge ai controlli obbligatori previsti dalla n. 833 del 23.12.78”.

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